Bonifica amianto a Milano: le linee guide da sapere

Nonostante sia stato largamente usato nella realizzazione di opere ed edifici di ogni genere, l’amianto è un materiale ormai in disuso a causa della sua dannosità. Ormai da anni infatti si cerca di provvedere all’eliminazione dell’Eternit proprio per prevenire danni alla salute. Ad oggi la normativa vigente in materia edilizia ne vieta l’utilizzo, inoltre lo Stato ha avviato da anni diversi programmi per la localizzazione, rimozione e smaltimento di questo materiale al fine di bonificare l’intero patrimonio edilizio. Nella zona di Milano moltissime sono le imprese che si occupano di questo settore. Vediamo nello specifico di trovare risposta ad alcune domande che spesso ci si pone riguardo l’argomento, tracciando delle linee guida.

Perché rimuoverlo?

Come abbiamo già accennato l’amianto va rimosso proprio a causa degli effetti nocivi per la salute umana. L’amianto è un materiale di origine naturale molto resistente e isolante, perciò è stato cosi indiscriminatamente impiegato nell’edilizia negli scorsi anni. Negli ultimi anni però ci si è resi conto rilascia nell’aria piccole fibre nocive per l’apparato respiratorio. È necessario quindi rimuoverlo, ma occorre farlo seguendo procedure precise e effettuate da tecnici competenti, proprio per evitare di incorrere in sanzioni e causare problemi ambientali.

Come smaltire l’amianto a Milano?

La rimozione e il successivo smaltimento dell’amianto vanno affidati a ditte specializzate, come la MBA Ambiente Milano. Una delle ditte da voi scelte prima di procedere a rimuovere quasi voglia materiale dovrà effettuate un sopralluogo ispettivo. La prima fase è quella del sopralluogo preliminare con il quale si valuta la situazione d’insieme. Successivamente il responsabile provvederà a compilare e inviare la dovuta documentazione all’ASL competente entro 30 giorni dall’inizio dei lavori di rimozione. Al momento dell’avvio lavori si procede a rivestire con guaine protettive l’area della rimozione e alla rimozione vera e propria delle parti interessate. Poi si procede incapsulando il materiale per bloccare il rilascio di fibre dannose nell’aria. Solo successivamente di procede alla bonifica delle aree circostanti.

Quali e quanti metodi di rimozione sono permessi?

Secondo il D.M. 6/9/94 i metodi che la ditta potrà scegliere per procedere alla bonifica sono, la rimozione, incapsulamento e confinamento. Il metodo dell’incapsulamento lì dove ci sia il rischio di liberare parti di materiale nell’aria viene sconsigliato. Il confinamento invece essendo un tipo di bonifica che poi necessita di ripetuti controlli rimane ad oggi quindi solo un’operazione temporanea che argina il problema, ma non lo elimina definitivamente cosi come invece avviene per la rimozione. Le procedure che occorre seguire per eseguire interventi di bonifica amianto sono:

  1. Allestimento del cantiere con dovuti sistemi di sicurezza
  2. Presenza di unità di decontaminazione
  3. Bonifica
  4. Pulizia e decontaminazione dell’area di cantiere
  5. Messa in sicurezza e restituzione dell’area

Queste fasi si devono svolgere sempre nella massima sicurezza e in tempo brevi per rendere il prima possibile l’ambiente nuovamente agibile.

Come sostituire l’amianto?

Oggi esistono numerosi materiali che in alternativa possono andare a sostituire le parti rimosse. La stragrande maggioranza delle parti che a causa dell’amianto vengono rimosse, vengono poi ricostruite con strutture in fibrocemento ecologico. Molto simile al laterizio, il fibrocemento si ottiene attraverso l’unione di fibre sintetiche e naturali che non sono affatto nocive per l’organismo.

Dove andrà riposto il rifiuto di amianto?

L’aspetto del deposito rimane ad oggi una delle fasi più delicate e su cui si effettuano numerosi controlli. La ditta titolare della rimozione ha l’obbligo di portare l’amianto in discarica autorizzata. La discarica può essere un impianto temporaneo, utile quindi per uno stoccaggio provvisorio, o anche una discarica autorizzata. Sarà necessario in fase di deposito specificare il nome della ditta, la quantità depositata. Tutta questa documentazione è necessaria ad effettuare il censimento dell’amianto presente e rimosso, infatti nel 2006 entra in vigore il Piano Regionale Amianto Lombardia.

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