Quando si parla di plexiglass si pensa spesso alla classica lastra trasparente. In realtà, il materiale è disponibile in numerose varianti: colorate, satinate, opaline, fluorescenti, specchiate e con differenti livelli di trasparenza.
La scelta non riguarda quindi soltanto le dimensioni e lo spessore. Colore e finitura influenzano il passaggio della luce, la visibilità attraverso il pannello, la resa estetica e la facilità di manutenzione.
Vediamo quali sono le principali tipologie e per quali progetti possono essere più indicate.
Le principali tipologie di plexiglass
| Tipologia | Effetto principale | Utilizzi frequenti |
| Trasparente | Massima visibilità | Teche, protezioni, espositori |
| Colorato trasparente | Colore con passaggio della luce | Decorazioni, insegne, arredo |
| Colorato coprente | Superficie piena e uniforme | Pannelli decorativi, lettere, rivestimenti |
| Satinato | Aspetto opaco e diffusione della luce | Divisori, lampade, complementi |
| Opalino | Diffusione più uniforme della luce | Insegne e pannelli retroilluminati |
| Fluorescente | Bordo luminoso e colore intenso | Espositori, segnaletica, design |
| Specchiato | Effetto riflettente | Decorazioni, allestimenti, arredo |
Le denominazioni possono cambiare tra un produttore e l’altro. Prima dell’acquisto è quindi opportuno verificare il livello di trasparenza, la tonalità e le caratteristiche della specifica lastra.
Per confrontare colori, finiture, spessori e dimensioni puoi consultare le lastre in plexiglass tagliate su misura disponibili per differenti applicazioni.
Plexiglass trasparente: quando serve vedere attraverso il pannello
Il plexiglass trasparente è la soluzione più versatile quando l’obiettivo è proteggere un oggetto senza nasconderlo.
Viene utilizzato per teche, espositori, pannelli protettivi, coperture, cornici e separatori. Il PMMA trasparente di qualità può raggiungere una trasmissione luminosa molto elevata; il produttore PLEXIGLAS®, per esempio, dichiara valori fino al 92% per alcune lastre incolori.
La superficie lucida crea però riflessi e rende più visibili impronte, polvere e piccoli segni. Se il pannello viene toccato frequentemente o deve offrire maggiore privacy, una finitura satinata può risultare più pratica.
Plexiglass colorato: trasparente o coprente?
Non tutte le lastre colorate si comportano nello stesso modo.
Il plexiglass colorato trasparente lascia passare la luce e permette di intravedere ciò che si trova dietro. Può essere impiegato per elementi decorativi, insegne, vetrine, separatori e progetti nei quali il colore deve interagire con l’illuminazione.
Il plexiglass colorato coprente, invece, nasconde lo sfondo e crea una superficie visivamente più uniforme. È adatto a lettere, pannelli decorativi, rivestimenti, basi per espositori e componenti di arredo.
Prima di scegliere è utile domandarsi:
- devo vedere attraverso il pannello?
- deve passare la luce oppure essere bloccata?
- la lastra sarà illuminata frontalmente o posteriormente?
Lo stesso colore può apparire molto diverso a seconda dell’illuminazione, dello spessore e dello sfondo. Per progetti in cui la tonalità è determinante è consigliabile verificare un campione fisico.
Plexiglass satinato: privacy senza rinunciare alla luce
Il plexiglass satinato presenta una superficie opaca o vellutata che riduce la visibilità nitida attraverso il pannello e rende meno evidenti riflessi e impronte.
Può essere satinato su un solo lato, su entrambi oppure contenere particelle diffondenti distribuite nel materiale. Le varianti PLEXIGLAS® Satinato, per esempio, comprendono lastre trasparenti, traslucide e opache, con superficie satinata e capacità di diffondere delicatamente la luce.
È una scelta interessante per:
- divisori e schermature;
- ante e pannelli di arredo;
- mensole ed espositori;
- coperture per elementi luminosi;
- ambienti nei quali si desidera maggiore privacy.
Il satinato non deve però essere confuso con una lastra completamente coprente. A seconda del prodotto, sagome, luci e colori collocati dietro il pannello possono continuare a essere percepibili.
Plexiglass opalino: per diffondere la luce
Il plexiglass opalino ha generalmente un aspetto bianco traslucido ed è progettato per distribuire la luce in modo più uniforme rispetto a una lastra trasparente.
È utilizzato soprattutto per insegne luminose, diffusori, lampade e pannelli retroilluminati. In queste applicazioni bisogna trovare un equilibrio tra due esigenze:
- nascondere o attenuare la visibilità dei punti luce;
- lasciare passare una quantità sufficiente di luminosità.
Una lastra troppo trasparente può rendere visibili i singoli LED; una variante molto coprente può invece ridurre eccessivamente la luce. Materiali diffusori specifici vengono sviluppati proprio per limitare gli “hot spot” e ottenere una superficie luminosa più omogenea.
La distanza tra pannello e sorgente luminosa resta comunque importante: nessuna finitura può compensare completamente una progettazione non corretta dell’illuminazione.
Plexiglass fluorescente: il colore si concentra sui bordi
Le lastre fluorescenti hanno un effetto particolarmente riconoscibile. La luce raccolta dalla superficie viene convogliata verso i bordi, che appaiono più luminosi e intensamente colorati.
Questa caratteristica le rende adatte a:
- espositori da banco;
- targhe;
- segnaletica;
- oggetti decorativi;
- elementi di visual merchandising;
- installazioni illuminate.
Le lastre fluorescenti sono disponibili in diversi colori e mantengono le proprietà tipiche del PMMA, come peso contenuto e possibilità di lavorazione.
L’effetto risulta più evidente quando il bordo è ben lavorato e riceve una quantità sufficiente di luce. Non è quindi una finitura da scegliere soltanto osservando il colore frontalmente: bisogna considerare anche come verranno esposti e illuminati i bordi.
Plexiglass specchiato: decorativo e leggero
Il plexiglass specchiato è costituito da una lastra acrilica dotata di una superficie riflettente.
Rispetto a uno specchio tradizionale offre un peso inferiore ed è più semplice da tagliare in forme personalizzate. Viene utilizzato per lettere, decorazioni, allestimenti temporanei, espositori e rivestimenti.
Bisogna però conoscerne i limiti. La lastra acrilica è meno rigida del vetro e, se viene installata su una superficie irregolare o con fissaggi non uniformi, può produrre una riflessione deformata.
Per ottenere un risultato migliore è consigliabile:
- scegliere un supporto piano;
- evitare tensioni durante il montaggio;
- utilizzare uno spessore coerente con le dimensioni;
- verificare la compatibilità di colle e adesivi con la superficie posteriore.
Per grandi specchi destinati all’uso quotidiano, il vetro può offrire una riflessione più stabile. Il plexiglass specchiato è particolarmente interessante quando contano leggerezza, forma e valore decorativo.
Come scegliere la finitura in base al progetto
La scelta diventa più semplice partendo dal risultato desiderato.
Per una teca o una protezione, la soluzione più naturale è generalmente il trasparente. Se sono presenti frequenti contatti con la superficie, bisogna però considerare pulizia e rischio di graffi.
Per un divisorio, il satinato permette il passaggio della luce riducendo la visibilità diretta. Una variante colorata può invece essere utilizzata per dare carattere all’ambiente.
Per un’insegna retroilluminata, sono più indicati materiali opalini o diffusori, scelti in relazione alla sorgente luminosa e alla distanza dai LED.
Per un espositore, il trasparente mantiene l’attenzione sul prodotto, mentre il fluorescente o il colorato possono rendere la struttura parte integrante della comunicazione visiva.
Per una decorazione a specchio, la versione specchiata permette di realizzare lettere e sagome leggere, purché venga montata su un supporto adeguato.
Non scegliere soltanto in base all’aspetto
Colore e finitura sono importanti, ma devono essere valutati insieme ad altri elementi:
Spessore. Una lastra più spessa pesa di più e tende a flettersi meno, ma lo spessore corretto dipende anche da dimensioni, appoggi e utilizzo.
Illuminazione. Trasparente, satinato e opalino reagiscono in maniera diversa alla luce frontale, laterale o posteriore.
Fissaggi. Fori, viti e profili devono consentire la normale dilatazione del materiale senza creare tensioni.
Pulizia. Le superfici lucide mostrano maggiormente impronte e polvere; quelle satinate possono risultare più tolleranti, ma richiedono comunque prodotti non abrasivi.
Lavorazioni. Tagli, fori, lucidatura dei bordi e sagomature devono essere definiti prima dell’ordine, soprattutto quando non si dispone degli utensili necessari.
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