La storia di Kartell, 70 anni di design

Il marchio Kartell nel corso degli ultimi 70 anni ha saputo costruirsi un nome davvero importante nel settore del design, non solo in Italia ma anche a livello internazionale. Ne è passato di tempo da quando l’azienda è stata fondata da Giulio Castelli alla fine degli anni ’40 del secolo scorso. Castelli, che era un ingegnere chimico, prese quella decisione dopo aver avuto l’intuizione di produrre oggetti con materiali polimerici nuovi e attraverso l’applicazione di tecnologie innovative. In realtà, il punto di partenza era quanto di più semplice oggi si possa immaginare: realizzare oggetti comuni, destinati a essere utilizzati nella vita di tutti i giorni, con la plastica. Tuttavia, quello che oggi può apparire un concetto banale di certo non lo era nel secondo Dopoguerra.

Kartell tra passato e futuro

Mentre a Palazzo Reale di Milano viene allestita la mostra intitolata “The Art Side of Kartell”, nata con l’intento di festeggiare il 70esimo compleanno del brand, vale la pena di ripercorrere la storia dell’azienda, che all’epoca della sua nascita – nel 1949 – fu in grado di sorprendere il mercato con le sue novità. Le prime produzioni riguardarono gli accessori per auto, gli articoli da laboratorio e i prodotti per la casa, ma con il trascorrere degli anni subentrarono i primi modelli di illuminazione e i complementi di arredo. In particolare la linea Kartell tavolini oggi è sinonimo di eleganza e qualità.

La storia di Kartell dopo Giulio Castelli

Alla fine degli anni Ottanta, Castelli – prossimo al traguardo dei 70 anni di età – ha deciso di lasciare il testimone della guida dell’azienda a Claudio Luti, suo genero, proveniente dal campo della moda. Luti in precedenza aveva avuto modo di lavorare per la Maison Versace, e grazie a questa esperienza aveva maturato un gusto impeccabile e una notevole sensibilità nei confronti del design. Tutte queste peculiarità gli sono servite nella nuova avventura in cui si è cimentato, e che ha affrontato decidendo di restare fedele alla filosofia del brand, senza venire meno ai suoi valori più importanti.

Le novità apportate da Claudio Luti

Ciò non vuol dire che Luti non abbia apportato delle novità significative, anzi: il catalogo di prodotti del marchio è stato sottoposto a una profonda rivisitazione, anche perché la nuova strategia che è stata studiata e messa a punto si è focalizzata sulla ricerca di design inediti. Ciò ha portato ad avviare collaborazioni con i professionisti più prestigiosi in questo ambito, con la plastica che a poco a poco si è trasformata grazie all’introduzione di forme inedite e stili originali.

Perché Kartell è un marchio vincente?

Il design da sempre costituisce uno dei punti di forza del brand, che pure si avvale di tecnologie avanzate: entrambi gli aspetti sono fondamentali quando si parla di realizzare oggetti in plastica. Questo materiale si differenzia da quelli naturali perché, prima della produzione, non si caratterizza per un’identità visiva propria: questa è la ragione per la quale il design si rivela fondamentale, al pari della ricerca tecnologica. Oggi, quelli di Kartell sono pezzi unici: che si parli di illuminazione o di complementi di arredo, la plastica non viene più considerata come un materiale banale e povero, ma viene percepita come elegante e lussuosa.

Kartell oggi

Kartell merita di essere annoverata a buon diritto nella storia del design del nostro Paese, grazie ai suoi accessori, ai suoi impianti di illuminazione e ai suoi mobili. Tra i numerosi design di valore mondiale che hanno collaborato con il marchio vale la pena di menzionare nomi del calibro di Mario Bellini, di Philippe Starck, di Ferruccio Laviani e di Antonio Citterio. Chi ha la fortuna di scoprire le collezioni del brand entra in contatto con oggetti eleganti e multifunzionali, semplici da utilizzare e ricchi di colori, ma anche di ironia e freschezza.